Bitcoin: denaro del futuro o moneta senza futuro?

Bitcoin: denaro del futuro o moneta senza futuro?

Investitori che abbandonano l’oro per acquistare bitcoin, cyber criminali che li chiedono come riscatto, gente comune che compra e vende bitcoin scambiandoli con altre valute: è proprio il caso di dire che i bitcoin stanno prepotentemente entrando nelle nostra vite, quindi è tempo di fare un po’ di chiarezza.

In questo articolo si cercherà di rispondere ad alcuni tra i più comuni interrogativi sul tema, senza avere la presunzione di affermare che quanto scritto corrisponda a verità assoluta e incontrovertibile, del resto non solo la tematica in questione è in continuo divenire, ma intorno ad essa si è aperto un ampio dibattito tra chi vede nei bitcoin la moneta del futuro chi sostiene si tratti solo di una grande truffa.

1. COSA SONO I BITCOIN E COME FUNZIONANO?

Il bitcoin, impropriamente definito moneta, rappresenta una criptovaluta, ossia una moneta elettronica creata attraverso sistemi digitali, che può essere scambiata senza dover passare per un intermediario (tipicamente le banche). Lo scambio avviene in maniera diretta (peer-to-peer, letteralmente tra pari) tramite l’impiego della Blockchain, database distribuito, gratuito, accessibile a tutti e open source che garantisce la non duplicabilità del bene digitale, la certezza della sua proprietà e i trasferimenti in forma anonima senza l’intermediazione di banche o altri istituti. Il primo blockchain fu inventato da Satoshi Nakamoto (pseudonimo di una persona o un gruppo di persone) che nel 2008, appena un anno prima del rilascio del software bitcoin, ha pubblicato un articolo dal titolo Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System.

In altre parole, il bitcoin è una moneta non reale, intangibile, con cui è possibile comprare oggetti reali.

2. COME SI CREA UN BITCOIN E QUANTI SE NE POSSONO CREARE?

Il bitcoin viene creato dal cosiddetto miner (letteralmente, minatore) tramite l’impiego di computer: il miner mette a disposizione la potenza di calcolo del proprio computer per la verifica delle transazioni, ottenendo in cambio bitcoin. Inizialmente, chiunque poteva fare mining: bastava far eseguire un programma, oggi non è più così. Con la crescita della rete è aumentata anche la potenza di calcolo necessaria all’operazione, quindi anche i costi per sostenerla. Questo spiega perché in una prima fase il numero di bitcoin prodotti è stato maggiore per poi diminuire col passare degli anni.

La quantità massima di bitcoin che si può produrre è di 21 milioni che si stima verrà raggiunta entro il 2140.

3. COME AVVIENE UNA TRANSAZIONE E COSA GARANTISCE L’ANONIMATO?

Come già detto, tramite il processo di mining tutte le “monete” e le transazioni vengono registrate dalla rete in un database decentralizzato chiamato blockchain che utilizza avanzati sistemi crittografici per registrare le transazioni. È questo complesso processo di creazione e decodificazione dei bitcoin che garantisce che i file non possano essere né copiati né falsificati e che la transazione non possa essere tracciata.

I bitcoin possono essere scambiati tra persone (quasi fossero denaro contante) oppure tramite piattaforme informatiche, chiamate Exchange che permettono, appunto, di vendere e comprare bitcoin scambiandoli con altre valute. La più grande piattaforma al mondo si chiama Coinbase, fondata nel 2012 a San Francisco da Fred Ehrsam e Brian Armstrong. Esistono già molte aziende internazionali che accettano pagamenti in bitcoin: Expedia è una di queste.

4. COSA DETERMINA IL VALORE DEI BITCOIN?

Mentre il valore delle valute tradizionali è legato alle variabili macroeconomiche dello Stato in cui la valuta viene emessa, il valore del bitcoin dipende dall’equilibrio tra domanda e offerta: maggiore è la richiesta di bitcoin (“bene digitale” che diventa sempre più scarso), maggiore sarà il suo valore, un po' come avviene per oro, diamanti e materie prime. Le discussioni degli ultimi mesi e il clamore generato attorno all'aumento del valore del bitcoin ha letteralmente innescato una corsa all'acquisto, che a sua volta ha contribuito a incrementarne il valore.

A fine 2009 il valore di un bitcoin era pari al 0.00076 dollari, oggi (31 gennaio 2018) vale circa 10.000 dollari, ma stiamo attenti, il suo valore può salire e scendere molto rapidamente.

5. I BITCOIN SONO LEGALI E COSA POSSO ACQUISTARE?

In Italia e in molti altri Paesi non esistono norme che vietano l’uso dei bitcoin. Praticamente si può acquistare qualsiasi cosa, a patto che la controparte sia disposta ad accettare un pagamento in bitcoin.

Oggi diverse catene di negozi, siti di e-commerce e organizzazioni no-profit (per esempio la Wikimedia Foundation), anche in Italia, accettano pagamenti e donazioni in bitcoin.

6. L’INVESTIMENTO IN BITCOIN È RISCHIOSO?

Quella in bitcoin sta sempre più divenendo una “riserva di valore” (un po’ come l’oro) che la gente comincia a conservare. In una prospettiva di lungo periodo, i bitcoin possono essere considerati un investimento, ma ad alto rischio, vista l’oscillazione del loro valore. Certo, chi li ha acquistati per pochi centesimi nel 2009 e li ha conservati, oggi ha accumulato una fortuna.

Diversi istituti finanziari hanno cominciato ad integrare i bitcoin nella propria offerta di forme di investimento.

7. COSA PENSANO DEI BITCOIN GLI ADDETTI AI LAVORI?

Tra gli addetti ai lavori, i pareri sul futuro dei bitcoin sono discordanti. Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan, leader nei servizi finanziari globali, ha affermato che le criptovalute sono una grande truffa o al più un sistema illegale per scambiare moneta nell'ambito di attività criminali. Nouriel Roubini, professore di economia e business internazionale alla Leonard N. Stern School of Business, ha definito il bitcoin come una gigantesca bolla, destinata a scoppiare e lasciare sul terreno diversi nuovi poveri.

Di tutt’altra opinione, Teunis Brosens (economista di ING) secondo il quale, nell’eventualità (al momento piuttosto remota) in cui il bitcoin entrasse ufficialmente nei sistemi di pagamento globale, il suo valore potrebbe raggiungere anche il milione di dollari. Per Dave Chapman, direttore generale della società di trading Octagon Strategy, le quotazioni nel 2018 potranno raggiungere i 100 mila dollari. Chi avrà ragione? Ai posteri l’ardua sentenza!

Quello sui bitcoin è un dibattito tutt’altro che concluso e siamo convinti che se ne continuerà a parlare a lungo. Al momento, quel che è certo è che:

“si tratta della prima valuta digitale che, in 9 anni di vita, ha resistito ad ogni forma di attacco informatico, economico e politico e il cui valore non è determinato dalle contingenze geopolitiche di uno Stato, ma dalla legge della domanda e dell’offerta.”

 

Per maggiori informazioni, approfondimenti e aggiornamenti, vi invitiamo a visitare la Community Bitcoin.

 

Commenti

  1. image

    Qualche anno fa, spinto da un mio caro amico che voleva investirci qualcosa, acquistammo 2 bitcoin per circa 46€ e un po' di centesimi li "minammo".
    Avevamo un account su mtgox (https://www.mtgox.com/) che al tempo era probabilmente la piazza di scambio bitcoin più aggiornata e famosa.
    Le cose andarono bene per un po', poi mtgox fu attaccata e si persero dati, grazie a quelle informazioni perse qualcuno riuscì a prendere possesso anche del nostro account gmail ove vi erano le informazioni per accedere al wallet digitale di bitcoin, che ovviamente presero e svuotarono.
    Intanto soprattutto in seguito a quest'evento, il bitcoin scese a un paio di dollari di valore.

    Da allora molte cose sono cambiate, con la sicurezza in due fasi di oggi avrebbero avuto più difficoltà a entrare in possesso dell'account gmail, ma... dato comunque l'altissimo rischio di queste "monete" digitali, quanti accetterebbero il proprio stipendio in bitcoin ?
    Più che una valuta vera e propria, io vedo il bitcoin (e le altre valute digitali) come degli "asset" e dalla volatilità altissima. Sicuramente sono anche un buon mezzo per chiunque voglia essere pagato e non rintracciato, ma per l'uomo comune, io credo che siano solo un fastidio. Non fosse altro per l'impatto ambientale (http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/12/30/bitcoin-quanta-energia-elettrica-consumano/) e l'aumento dei prezzi che hanno causato tra le schede video.

    In altre parole, e cito l'articolo sopra "Il costo del bitcoin in termini energetici è arrivato a toccare 30 terawatt all’ora: più della quantità di energia elettrica utilizzata ogni anno da 153 delle 213 nazioni esistenti al mondo."
    E il tutto per trovare quale stringa ha un hash con il maggior numero di "0" alla fine :-) Avremmo magari potuto dare una Proof of Work più utile a questo pianeta, magari fornendo computazione per sequenziare DNA o aiutare il SETI o qualunque cosa più utile che abbisognasse computazione.

    Vedo però qualcosa di buono anche nel bitcoin: la BLOCKCHAIN che sta alla base è piuttosto eccitante. Un sistema peer to peer dai molteplici usi, potrebbe sostituire l'attuale sistema di transazioni bancario internazionale, così come trovare impiego in sistemi di voto digitale davvero sicuri (con buona pace di M5S e "Rousseau" e qui mi servirebbe un emoticon che grida terrorizzata)

    BTW, grazie per l'articolo.